Francesco Caliendo -Composizione-

Chiedi Informazioni

Titolo: Composizione

Tecnica: olio su tavola

Anno: 2015

Altezza: 30,5 cm

Larghezza: 22,5 cm

Garanzia: certificato di autenticità firmato dall’artista

Dettagli: firma dell’artista in basso a destra; opera con cornice

Categoria:

Biografia

Francesco Caliendo (1945, Napoli) [Italy]

Francesco CaliendoFrancesco Caliendo è nato a Napoli nel 1945. Si è formato presso l’Istituto Statale d’Arte e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Napoli ove è stato allievo di Giovanni Brancaccio. Opera dagli anni ‘60 ed ha esposto in Italia e all’estero. Notevoli per apporti critici le sue personali romane(nei ‘70), milanesi(negli ‘80), l’itinerario siciliano(1981-1982-1983) e le presenze a Barcellona, Londra, Zurigo, Bruxelles. Si evidenzia una spiccata e autonoma personalità, fortemente ancorata ai valori sociali e basilari della civiltà. La tematica di Caliendo denuncia le odierne disumanizzanti eversioni, significate attraverso efficaci distorsioni fisionomiche e audaci accostamenti di simboli. L’impianto è decisamente originale, la stesura limpida, il tracciato corretto, la resa cromatica armonica e coerente. “Caliendo è un esploratore della sofferenza, si sdoppia nel ruolo di chi alla luce a al buio si ritrova con se stesso, con i suoi bisogni irrisolti, uomo del suo tempo, istintivo, feroce, vivo nei sensi e tradito dalla costanza della ragione. Resta pronto comunque a giocare ancora nell’arte con il carrozzone degli zingari, con la giostra, con gli spazi dell’allucinazione in cui si demoltiplicano i giochi e tutti risultano giocatori e giocattoli in un mondo che sogna prati e fanciulli, cavalli di fantasia e lune poetiche, sere di stagioni perdute e di amici fedeli. Ma nell’iconosfera urbana degradata, nella fantasia che riporta al presente solo allucinazioni, Caliendo non sa provare che un sospiro, una parola che chiarifichi almeno a livello affettivo ed amicale, le scelte di un uomo il quale, per guardare al futuro, ha bisogno di restaurare il medioevo della memoria e per essere se stesso deve smascherare ogni ipocrisia nelle relazioni convenzionali. La pittura di Caliendo è drammatica, colta, impegnata, senza impasti ideologici: è invenzione angosciata che, attraverso colori accesi e rapide smorzature, sviluppi e grovigli o essenzializzazioni di forme, cerca il presente vivo, e in colori accattivanti per ricchezza cromatica esprime il negativo di questo esistere che attende una chiarificazione oltre le ripetizioni noiose di una retorica che restaura il suo moralismo acquiescente, nel vasto dolore della nevrosi globale.” (testo di Angelo Calabrese)

“Guardando con attenzione le opere dell’artista Francesco Caliendo, ci rendiamo conto, senza tema di essere smentiti, che ci troviamo davanti ad uno degli artisti in grado di caratterizzare il nostro secolo. Di lettura non facile e non influenzata dalla volontà di vendita al pubblico, la sua pittura ci riporta alla corrente e alla battaglia espressionista pur con forti connotazioni personali da cui traspare con forza una individualità artistica degna di un grande Maestro. L’arte si pone come obiettivo non solo la mimesi o l’esaltazione del bello, ma anche il mettere in evidenza le problematiche sociali di un popolo e quelle psichiche dell’uomo. Già definita “arte degenerata“ e messa al bando, l’arte espressionista è sempre stata contrastata dai chi ha interesse a dimostrare al popolo che “va tutto bene”. Gli espressionisti in origine polemizzano contro la società borghese, contro l’alienazione del mondo del lavoro, contro la visione positivistica del mondo, dello scientismo e delle leggi di causalità. Oggi riportano su tela, grazie alla loro profonda sensibilità morale, al loro coraggio ed a una innata capacità estetica, anche ciò che non va all’interno della psiche individuale e collettiva. La natura del linguaggio artistico espressionista di Caliendo è ricco di contenuti sociali e di drammatica testimonianza della realtà sociale ed umana. Lui intende privilegiare, esasperandolo, il lato emotivo della realtà rispetto a quello percepibile oggettivamente. L’esaltazione della liberazione dell’uomo dai ceppi materialistici della vita. Il travolgente dinamismo, il superamento della realtà, i diritti dell’irrazionale e degli istinti primordiali, l’aspirazione ad un diverso ordine morale ed etico costituiscono l’ideologia artistica su cui si basa la pittura di Caliendo. Nel suo intendimento espressionista l’opera d’arte non ha più il compito di riprodurre, più o meno fedelmente, la realtà, bensì il ruolo intermedio tra l’artista ed il mondo, tra il sentimento e le idee che l’opera manifesta e l’ambiente che rappresenta. Siamo avvezzi sino alla noia al moto estetico delle opere pittoriche che va dall’esterno verso l’interno cioè alla realtà oggettiva che va ad imprimersi nella coscienza umana. Con Caliendo abbiamo il moto opposto. Dall’animo dell’artista direttamente nella realtà, senza mediazioni e compromessi estetici. Ribellione dello spirito contro la materia e quindi gli occhi dell’anima sono la base di partenza della poetica espressionistica. L’occhio interno si sostituisce a quello esterno creando, in qualche modo, una sorta di confusione fra etica ed estetica. Le passioni, i sentimenti e le emozioni governano gli uomini sino a modificare e a distorcere la visione che essi hanno della realtà. Ma per comprendere questo e renderlo palese occorre il coraggio e l’abilità pittorica di artisti come il Maestro Francesco Caliendo.” (testo di Giorgio Grasso)

 

Informazioni aggiuntive

Tecnica

olio su tavola

Anno

2015

Altezza

30,5

Larghezza

22,5

Garanzia

certificato di autenticità firmato dall’artista

Dettagli

firma dell’artista in basso a destra; opera con cornice