Ernst Ludwig Kirchner – Mann und Frau im Gesprach unter ein Sonnenschirm

Titolo: Mann und Frau im Gesprach unter ein Sonnenschirm

Tecnica: inchiostro su carta

Anno:    1935

Altezza: 20,5 cm

Larghezza: 29,5 cm

Garanzia: certificato di autenticità Picenum; opera pubblicata in “Galleria Giulia, la collezione di una galleria, volume II” Edizioni Gabriele Mazzotta, 2000

Dettagli: disegno a matita sul verso


Descrizione

Ernst Ludwig Kirchner (1880, Aschaffenburg – 1938, Davos) [Germany]

Ernst Ludwig KirchnerErnst Ludwig Kirchner (Aschaffenburg, 6 maggio 1880 – Davos, 15 giugno 1938) è stato un pittore e scultore tedesco. In gioventù mostrò particolare interesse per l’arte primitiva e africana, la pittura tedesca del Cinquecento, le stampe giapponesi, la scultura nera e polinesiana, e per autori contemporanei come Paul Gauguin e Vincent van Gogh, di cui lo colpirono l’immediatezza espressiva e l’uso simbolico e psicologico dei colori. Ha una formazione che attinge all’incisione del cinquecento. Dal 1901 al 1905 studiò architettura a Dresda, dove divenne amico di tre studenti di architettura, Erich Heckel, Karl Schmidt-Rottluff e Fritz Bleyl, con i quali il 7 giugno 1905 fondò il gruppo Die Brücke (che in tedesco significa “il ponte”), uno dei primi nuclei dell’espressionismo tedesco. Scelsero questo nome perché intendevano gettare un ponte verso quegli elementi artistici allora in fermento che si contrapponevano all’arte dominante del tempo. In questo periodo le opere di Kirchner, soprattutto paesaggi e ritratti, sono caratterizzate da semplificazioni formali, contorni marcati e colori accesi stesi in uno spazio non naturalistico: uno stile simile a quello dei Fauves, carico di vitalità istintiva. Solo dopo il 1911 si riscontrerà un irrigidirsi del contorno in acri deformazioni e verranno trattati temi sempre più di attualità. Kirchner visse a Dresda fino al 1911, poi si trasferì a Berlino, dove entrò in contatto con i pittori del Blaue Reiter. Successivamente si spostò a Monaco. Sarà questo il periodo più caratteristico della sua produzione con scene di strada, cabaret, ritratti dalla pennellata nervosa e sommaria e dalla caratterizzazione decisa e marcata; il suo stile diviene sempre più drammatico, con deformazioni violente e ritmi convulsi. In quest’evoluzione è rintracciabile il contatto con nuovi movimenti artistici, tra cui il cubismo e l’art nouveau. Oltre ai paesaggi e ai ritratti dipinge immagini urbane, con ampie stesure di colori vigorosi che assumono valore autonomo, al pari delle forme e dei volumi, e che ricordano Gauguin e i selvaggi colpi di pennello di Van Gogh. In particolare, nelle immagini urbane le curve e le linee assumono forme irregolari, per sottolineare il contrasto tra la campagna e la grande città, la cui frenetica vitalità lo avvicinò ad interessi psicologici, a temi sessuali e alla polemica sociale. Nel 1913 il gruppo Die Brücke si sciolse a causa delle forti polemiche e rivalità sorte al suo interno. Con lo scoppio della prima guerra mondiale Kirchner si arruolò, ma nel 1915 fu colpito da un fortissimo esaurimento nervoso, i cui postumi lo avrebbero perseguitato per il resto della vita. Al termine della guerra si trasferì a Davos, in Svizzera, dove continuò a soffrire di depressione malgrado il crescente successo delle sue esposizioni personali. In questi anni, a contatto con il solenne paesaggio alpino, il suo radicale espressionismo si ammorbidisce in uno stile che diventa sempre più astratto, non privo di allusioni simboliche. Dopo la presa del potere dei nazisti in Germania, centinaia di sue opere furono sequestrate e rimosse dai musei; molte di queste furono dapprima mostrate nell’esposizione diffamatoria dell’Entartete Kunst (“arte degenerata”, in tedesco) del 1937 e poi distrutte. Questi avvenimenti, a cui si aggiunse anche un forte aggravarsi delle condizioni fisiche, provocarono in lui un forte shock. Kirchner si suicidò il 15 giugno 1938 a Davos.

Informazioni aggiuntive

Tecnica

inchiostro su carta

Anno

1935

Altezza

20.5

Larghezza

29.5

Garanzia

certificato di autenticità Picenum; opera pubblicata in "Galleria Giulia, la collezione di una galleria, volume II" Edizioni Gabriele Mazzotta, 2000

Dettagli

disegno dell’artista a matita sul verso